Dott. Giuseppe Tabaro Medico Specialista in Otorinolaringoiatria e Audiologia

l dott. Giuseppe Tabaro è Medico Specialista in Otorinolaringoiatria e Audiologia. Ha vissuto una lunga esperienza professionale presso la Clinica Universitaria delle Molinette, l’Ospedale Gradenigo e collaborando successivamente con le Case di Cura Koelliker e Fornaca; attualmente svolge la propria attività professionale presso il gruppo Chiros - C.S.E.H. Poli.

Il suo interesse specifico è rappresentato dalla terapia dell’acufene. Che cosa si intende per acufene, dott. Tabaro?

Per acufene si intende la percezione soggettiva dell’attività elettrica spontanea del nervo uditivo. E’ un’attività del nostro organismo di cui non ci accorgiamo in quanto viene filtrata, esattamente come avviene con l’attività elettrica del cuore o degli altri nervi. Come conseguenza di un danno uditivo, talvolta minimo, difficile da rilevare, il sistema uditivo attiva procedure di compensazione ed in conseguenza di fenomeni di rinforzo del guadagno si verifica un aumento dell’attività a vari livelli della via acustica centrale iniziando a percepirne l’attività elettrica spontanea. L’acufene è il suono che ne deriva, la percezione cosciente di un’attività fisiologica interna in assenza di un fenomeno vibratorio esterno.

Questo fenomeno causa nel tempo una perdita di udito?

No, la causa iniziale è proprio il danno uditivo che a sua volta scatena, a livello della via acustica centrale, una serie di eventi di compensazione che consistono in un’iperattivazione del sistema. Nel tentativo di sentire meglio il sistema uditivo sente troppo. Questo fenomeno non si verifica in tutti i pazienti e non sappiamo perché.

E’ un disturbo veramente invalidante.

Sono stati descritti addirittura casi di suicidio. Il primo problema è che pur essendo un suono molto debole, normalmente neppure rilevabile, il paziente lo percepisce bene e non sa come liberarsene. Il secondo è la risposta emotiva associata al fenomeno. Essendo un suono di allarme, l’acufene viene associato ad emozioni negative, inizialmente di fastidio e preoccupazione, talvolta di ansia, angoscia o panico.

Come è possibile curare l’acufene, dott. Tabaro?

Partiamo da due osservazioni. La prima è che l’acufene è un sintomo, non una malattia; non si cura l’acufene ma la causa che l’ha generato. Alla base c’è un danno alle cellule acustiche. Si tratta di cellule nervose perenni su cui è possibile intervenire solo all’insorgenza della patologia, poi il danno diventa irreversibile. La seconda è che quando l’acufene è stabilizzato si interviene non sull’acufene stesso ma sulle ricadute emotive negative che ha sulla qualità della vita del paziente. L’acufene cronico, per definizione non risente di terapie farmacologiche, tuttavia alcune cure si propongono considerando anche l’efficacia dell’effetto placebo. L’unica terapia riconosciuta a livello internazionale come rimedio efficace è la TRT, Tinnitus Retraining Therapy. Si tratta di una terapia di ricondizionamento della funzionalità uditiva. In parole povere serve a creare abitudine, a trasformare gradualmente un suono dal carattere allarmistico in un suono neutro, come i mille suoni che ci circondano. L’acufene non viene più percepito come un segnale associato a emozioni negative ma si giunge a non farci più caso, come ai molti altri suoni ambientali in cui siamo immersi quotidianamente e a cui non poniamo attenzione.

Grazie alla TRT è quindi possibile aiutare i pazienti creando abitudine all’acufene. Si instaura una sorta di tolleranza.

Si ottiene una guarigione/miglioramento del disagio emotivo che crea la sofferenza causata dall’acufene. La TRT è una procedura multimodale svolta dall’Equipe Audiologica di ORLTeam presso CSEH Poli. Consiste nell’attuazione di tre strategie terapeutiche associate : il Counseling Audiologico di cui mi occupo personalmente che interviene a livello razionale, la Terapia del Suono che agisce a livello inconscio sottocorticale, svolta dallo specialista in Audioprotesi e infine il Counselling Comportamentale, effettuato dalla Psiciologa/Psicoterapeuta che agisce sulla sfera emotiva.

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